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Una volta si poteva uscire a piedi dalla città verso le montagne. Negli ultimi decenni invece le città sono state circondate da ostacoli di ogni tipo per chi intenda allontanarsene camminando: strade a percorrenza veloce, circonvallazioni, linee ferroviarie, barriere di vario tipo. Ma a cercar bene un varco si trova: a Terni, ad esempio, si può partire zaino in spalla dalla piazza principale e incamminarsi sul nuovo ponte della stazione ferroviaria verso la fascia pedemontana dei Martani per un’escursione lunga e piuttosto impegnativa, ma ricca di soddisfazioni.
Scesi dal ponte si prende a destra per la strada asfaltata di San Fortunato, poi per un sentiero tra querce secolari (la Selciata dei Frati) che conduce fino al convento di Colle dell’Oro. Di qui si raggiunge con un altro tratto asfaltato la Fontana della Mandorla e si comincia a salire per un bel sentiero di montagna tra rocce e boschi. Si giunge così alla prima cima, quella del monte della Croce, con una grande croce di ferro posizionata all’inizio del 1900 a protezione della città dell’acciaio che da qui si mostra interamente. Superata la Croce il percorso si fa sempre più aereo sul fianco del Monte Torricella e sugli ampi pascoli delle Piane. Si scende alle Prata fino ad incrociare un elettrodotto e si prosegue sulla parte opposta del fosso verso il punto panoramico di Colle Zannuto. Di qui, superata la chiesetta di San Biagio, si scende fino al borgo di Cesi.
Questo percorso ha la particolarità di partire esattamente dal centro della città di Terni, in piazza Tacito, e di snodarsi poi sull’intera porzione meridionale dei Monti Martani, fino al borgo di Cesi. Considerata la sua lunghezza e il dislivello è un percorso di sola andata. Al termine si può scegliere di utilizzare un veicolo privato per riscendere verso Terni (distanza 9 chilometri), oppure utilizzare un bus pubblico. A Cesi è anche possibile pernottare.